CAMCO

Cosa mettere nello zaino?

Cammino estivo
I cammini estivi sono già nei nostri pensieri

I veterani dei cammini ci fanno l'elenco di cosa mettere nello zaino in previsione di un lungo cammino.

Terminate le vacanze di Natale, ci ritroviamo subito immersi nella routine lavorativa con la settimana completa davanti a noi.

Riprendere non è mai facile, ma è pur vero che le giornate hanno iniziato ad allungarsi e il calendario ci mostra 12 mesi e 4 stagioni ancora praticamente tutte da programmare e vivere per questo 2024. L’entusiasmo ha perciò di cui alimentarsi!

La prospettiva dei più è di molti mesi da affrontare senza festività o ponti, ma nulla vieta di pensare già alle prossime ferie e ai prossimi cammini, anzi: questo può essere uno stimolo a riprendere a lavorare con grinta e passione, ben consci che ci sia un tempo per il dovere e un tempo per il piacere, e l’essere ben focalizzati e produttivi sul primo ci fa godere maggiormente del secondo.

L’idea di CAMCO è di proporvi, in questo blog, delle interviste alle guide della Associazione Europea delle Vie Francigene e della Compagnia dei Cammini, entrambe associazioni di cui CAMCO è partner.

Ogni guida ci parlerà del suo cammino preferito e delle tappe di cui ormai è una vera esperta: cosa offre quel tratto di itinerario dal punto di vista culturale, storico, architettonico, enogastronomico, paesaggistico, ecc.. confidando che ci venga rivelata qualche “chicca” nascosta, che solo chi conosce profondamente un territorio può conoscere.

Speriamo che questo possa anche essere da stimolo nella programmazione delle prossime vacanze.

Ad ognuna delle guide verrà anche chiesto quale è quella cosa che mette nello zaino a cui poche persone generalmente pensano.

Questa domanda è una curiosità nata quando, nell’allacciarmi una scarpa, mi si era rotta la stringa mentre percorrevo i sentieri dei monti dietro casa. Fortunatamente mi trovavo ormai a poche centinaia di metri dall’essere di rientro e non è stato un problema, ma in quel momento ho pensato quale disagio un inconveniente del genere avrebbe potuto rappresentare se fosse accaduto nel giugno del 2018, quando percorrevo in solitaria la Rota Vicentina nel Portogallo del sud nella sua variante “Storica”, quella dell’interno, nella quale tra una tappa e l’altra non si incontra anima viva e le tracce della presenza umana sono limitate ai boschi di quercia da sughero segnati dal prelievo della corteccia o a qualche gregge di pecore in lontananza.

Da allora ho sempre con me un paio di stringhe di ricambio, anche se esistono soluzioni più universali a questo inconveniente, come vedremo più avanti.

Lugo, Galizia (ES)
Cattedrale di Lugo, Cammino di Santiago. 2017
Verso Pienza
Deviazione verso Pienza, lungo la Via Francigena. 2021

Ha senso, a questo punto, fare una panoramica di cosa mettere nello zaino.

Tutti noi camminatori conosciamo bene quel “trade-off” tra peso dello zaino e “minimo indispensabile” e quanto questo “minimo” sia una misura che si va via via limando anno dopo anno, cammino dopo cammino.

Un po’ inutile fare l’elenco delle cose ovvie da mettere nello zaino e che riguardano l’igiene personale, l’abbigliamento da camminata e per i momenti “mondani” a fine tappa, scarpe, ciabatte, poncho, berretti, occhiali da sole, creme solari, berretti ecc ecc.

Ovviamente se la dotazione prevede corda, mollette e sapone di Marsiglia (ed è così per i percorsi sopra un numero davvero esiguo di giorni di durata), si può limitare il numero di capi da prevedere per il proprio cammino.
Se poi il tessuto di questi capi evita la formazione di ristagni di umidità e di cattivi odori, può anche capitare che non sia necessario lavare magliette e pantaloncini ad ogni arrivo di tappa – visitate il nostro negozio online per prodotti in tessuto di origine naturale che possiedono queste caratteristiche.

Tralasciato perciò l’elenco delle cose più ovvie, con Erica Scatizza della Associazione Europea delle Vie Francigene – che già ne ha scritto nel blog di AEVF – riportiamo qua un elenco di quelle cose meno scontate, ma che sono quelle cose che, quando le si ha nello zaino, rappresentano un sollievo e migliorano la qualità della nostra esperienza di cammino.
E’ un elenco redatto a seguito di un lavoro di raccolta di consigli che Erica ha chiesto a sua volta a veterani dei pellegrinaggi.

Vi rimandiamo all’articolo di Erica che trovate nel blog di AEVF per un giusto riconoscimento nei confronti di chi questi consigli li ha dati. Noi ringraziamo ancora Erica e procediamo con un elenco vero e proprio, lasciando al già citato articolo la trattazione meno schematica dell’argomento:

  • Kit di primo soccorso (sempre dal blog dell’Associazione Europea delle Vie Francigene, linkiamo un elenco di cosa si intenda per “kit di primo soccorso” – ce lo illustra Luca Faravelli).

  • Fischietto – per richiamare l’attenzione in caso di necessità.

  • Cellulare “old-style”, economico, con batteria dalla durata praticamente infinita, da tenere spento nello zaino e da usare in caso di emergenza se lo smartphone dovesse essere scarico.

  • Nastro americano, con cui riparare temporaneamente praticamente qualsiasi cosa, comprese le scarpe nel caso si rompesse la stringa di cui sopra, o si distaccasse la suola.

  • Bandana/buff per proteggere dal sole la testa o il collo o per evitare di inalare troppa polvere in tratti di sterrato secco.

  • Zainetto di tela di poco ingombro.

  • Barrette/snack, con predilezione per la frutta secca.

Campagnano di Roma
Campagnano di Roma, lungo la Via Francigena. 2023

A questo elenco mi sento di aggiungere mappa e bussola, se si è in zone scarsamente abitate, con poca visuale dell’orizzonte, e il GPS (o smartphone) dovesse scaricarsi o non ricevere il segnale satellitare. Ovviamente bisogna saper usare mappa e bussola.

Come detto, esiste sempre un conflitto interiore al momento della preparazione dello zaino. Da una parte di molte cose si pensa “può sempre servire”, ma d’altronde tutto quello che si aggiunge è un peso in più per tot ore di cammino al giorno, per tot giorni di cammino complessivi.

Al netto di tutto quanto sopra, in riferimento a cui ognuno trarrà le proprie conclusioni, si riporta il consiglio che Erica propone nel finale del suo articolo:
“mettere sempre nello zaino ‘un giorno in più’, per poter vivere serenamente e con più calma le sorprese che può regalarci il cammino”.

Grazie Erica, buon cammino a tutti.

P.S.: …e per te, cara lettrice o caro lettore di questo articolo, cosa deve essere sempre presente nel tuo zaino? Scrivicelo nei commenti!

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